Data pubblicazione

 

El Shiatsu Do para las mujeres del Chiapas

 

Shiatsu-DOnna nasce in seno all'Accademia Italiana Shiatsu-Do ed è un ambito che è sensibile, si occupa ed è dedicato alle donne; un ambito di ricerca, pratica e condivisione di tutto ciò che riguarda la sfera del benessere femminile.

Lo stimolo della nascita di questa realtà è partito dai corsi di formazione operatori shiatsu nell'ambito della maternità, nutrito dall'esperienza diretta con le donne di "accompagnamento alla nascita", che poi si è sviluppato occupandosi a 360° della vita della donna in tutte le sue manifestazioni.

Il Progetto El Shiatsu Do para las mujeres del Chiapas nasce dall'accordo tra l'Associazione di volontariato Shiatsu Do e dall'Associazione Mariestopes di San Cristobal de las Casas.

Mariestopes lavora per offrire un sostegno alle donne riguardo l'educazione sessuale, il controllo delle nascite,l'assistenza al parto, la difesa contro la violenza, ecc.

La prima fase di questo progetto, è stata realizzata nei mesi di giugno e luglio 2007, ed ha fatto spuntare il germoglio di un futuro progetto ambizioso ed emozionante: formare operatrici shiatsu che collaborino con Mariestopes nelle sue attività di sostegno alle donne, in particolare a quelle delle comunità indigene.

Nel Chiapas è presente una rete di comunità indigene che lottano per ottenere migliori condizioni di vita, in particolare nel campo della salute, istruzione, lavoro e soprattutto per ricuperare la loro dignità personale e culturale negata e soffocata per secoli.

Il progetto vuole quindi sostenere questo movimento delle donne nel settore comune della salute e della maternità condividendo le reciproche capacità, culture ed emozioni e nello stesso tempo, un percorso comune e solidale per recuperare la loro dignità sociale e culturale.

 

Viaggio in Messico

Daniela Colombo

luglio-agosto 2008

 

Grazie all'incontro di Francesco Contino con Laura Miranda, responsabile per il Messico dell'organizzazione Maria Estopes, che si occupa di: assistenza, formazione, educazione, pianificazione familiare delle donne nelle aree più disagiate del pianeta, sono sorti progetti intorno alla condizione delle donne indigene in Chapas.

Finalmente ad agosto siamo partite per il Messico Adriana, Sabrina, Giovanna, Licia, Raffella ed io. Ad onor del vero, questo viaggio non è partito sotto la stella migliore: le condizioni di salute precarie mie e di Adriana non ci hanno permesso di sviluppare l'esperienza centrale del viaggio un lavoro con le parteras delle comunità zapatiste nel centro di Oventic.

Inoltre ci siamo dovute confrontare con le "modalità ed i tempi messicani" rispetto all'organizzazione e realizzazione dei nostri progetti comuni: in poche parole una parte di lavoro sul progetto "Donne in Chapas" non si è potuta sviluppare al di là della nostra volontà.

Nonostante tutto l'esperienza è stata profonda e ricca di spunti sulla direzione in cui proseguire in futuro. L'esperienza che più mi ha toccata personalmente è stata il contatto con le donne della associazione "Ogan Comunitario".

Questa organizzazione all'inizio si occupava di bambini abbandonati da dare in adozione.

Il numero di questi bambini era impressionante, al punto tale che, i responsabili non hanno potuto fare a meno di domandarsi: chi fossero queste madri e in che condizione di disperazione fossero per abbandonare i propri figli. E così l'obbiettivo si è spostato sulle donne.

Le donne indios generalmente vivono una condizione molto dura, la loro realtà è il lavoro estremo e il fare figli.

In particolare le donne di cui si occupa l'organizzazione hanno subito abusi e violenze il cui frutto nasce e cresce nel loro ventre.

Donne che sono costrette a scappare dalle angherie delle proprie famiglie, a nascondersi per paura di essere ritrovate, il più delle volte sono bambine che non sanno e non capiscono neanche ciò che gli è successo...

L'obiettivo dell'organizzazione è l'accoglienza e il ridare loro dignità, fiducia, prospettive di vita nuova: formazione, educazione, lavoro, autonomia e consapevolezza nella scelta del dare in adozione o tenere ed amare i propri figli nonostante tutto.

La mattina che mi sono recata lì sentivo nel cuore una stretta, ascoltando questa sensazione di disagio ho scoperto che intimamente, in profondità, risuonavano storie esperienze personali, di sorelle, amiche, conoscenti... di tutte quelle donne che in qualche modo ed in misure diverse sono state toccate nel profondo da esperienze che richiamano questi aspetti di mancanza di rispetto e violenza. Storie che incidono nel profondo di cui è molto difficile liberarsi, parlarne, esorcizzarle.

Storie che comunque lasciano traccia nella propria vita!!!!

Poi c'è stato l'incontro…è stato un incanto vedere e sentire come queste donne, dapprima chiuse e diffidenti, grazie al contatto amorevole e pulito dello shiatsu si aprivano, si distendevano, si lasciavano andare, i tratti duri e marcati dei loro volti si ammorbidivano.

Dopo i trattamenti siamo rimaste a parlare, la loro curiosità era molta, abbiamo improvvisato anche una piccola conferenza informale sullo shiatsu e sulle sue peculiarità... ci sono stati momenti di profondo scambio, comunione, compassione ed emozione. Quando sono uscita da lì, in profondità, sentivo pacificato questo aspetto che mi tocca così da vicino.

Sentivo e sento nascere in me, ancora più profondamente, una determinazione di lavorare con le donne, di dedicare le mie energie a coloro che sono state più sfortunate di me.

Torneremo lì per portare avanti un progetto di formazione shiatsu rivolto alle formatrici di questa comunità per permettere alle donne, che finora non hanno conosciuto altro che maltrattamenti, di essere "bentrattate" e di fare esperienza della piacevole e risanante qualità del contatto che è peculiare dello shiatsu.

 

Grazie Daniela Colombo

 

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