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IL PASSATO

E’ nata una sera a cena l’idea di un Progetto di Shiatsu nei campi profughi Palestinesi in Libano.

Ero a casa di Olga, amica da molti anni, ascoltavo il racconto delle sue esperienze di viaggio e lavoro laggiù e dei primi progetti sostenuti da Ulaia Arte Sud, piccola onlus  che può contare solo sulla dedizione volontaria per reperire fondi ed elaborare proposte. Mi sentivo emozionata e coinvolta… nell 2000 avevo  visitato la Palestina ,  nel 2003 i campi profughi libanesi, al seguito di  due missioni di pace, avevo ancora negli occhi la barbarie dei checkpoint e lo squallore fatiscente e brulicante di Sabra e Chatila il cui eccidio la missione del compianto Stefano Chiarini  voleva ricordare.

Le descrizioni di Olga, facendo riaffiorare immagini e vissuti non molto lontani, mi riportavano a quei luoghi , a quelle sofferenze…  quando in una pausa mi ha appellato bruscamente:  “ e tu non perché non ci dai una mano? “ mi sono sentita emotivamente pronta a partire.  Sono Insegnante di lettere e Shiatsuka, che cosa posso fare? – ho pensato in quel momento-  la riflessione è durata pochi secondi: posso fare Shiatsu…lo Shiatsu si, potrebbe essere una bella risorsa in una comunità deprivata di ogni diritto, diritto all’uguaglianza, al lavoro, alla salute, alla speranza stessa di un futuro in una propria Patria autodeterminantesi. Lo Shiatsu -  ho risposto allora – faremo shiatsu nei campi. E poi l’entusiasmo ma anche  la preoccupazione nell’elaborare il progetto che temevamo non venisse compreso né accolto:  una bella sfida e una scommessa proporre un’attività intima e profonda come lo Shiatsu in una società così diversa e culturalmente lontana , ad un popolo, quello palestinese, che se un tempo era il più laico del medioriente, ora è in grande maggioranza musulmano, soprattutto a causa dell’incancrenirsi del conflitto con Israele che ha regalato  da decenni la diffusione esponenziale di partiti e movimenti che trovano nella fede islamica l’elemento unificante per una lotta all’occidente corrotto, sostenitore di Israele e incapace di far valere le risoluzioni degli organismi internazionali che ha contribuito a creare.

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